CREDITO AGEVOLATO A SUPPORTO DELLE IMPRESE

Il Decreto Delegato 25 giugno 2018 n. 72 ha riordinato la normativa relativa all’erogazione di prestiti a tasso agevolato destinati all’avvio di nuove attività economiche e qualificazione, diversificazione e consolidamento delle imprese esistenti.

Possono godere dei benefici gli operatori economici che svolgono attività di impresa nel settore industriale, di servizio, artigianale e commerciale in qualsiasi veste giuridica.
I finanziamenti previsti dal presente decreto delegato non sono fra loro cumulabili salvo il caso in cui siano parte di un unico progetto di investimento e non sono cumulabili sul medesimo investimento con altre forme di credito agevolato che prevedano un contributo in conto interessi a carico dello Stato. L’importo finanziato non può eccedere in alcun caso l’ammontare degli oneri connessi alla realizzazione del progetto.
I benefici non sono cumulabili con forme di credito agevolato previste da altre norme e con le agevolazioni fiscali in materia di imposte dirette. L'impresa può accedere al credito agevolato anche qualora stia già beneficiando di incentivi fiscali, purché l'investimento riguardi beni o progetti diversi da quelli per i quali già beneficia di agevolazioni.
Sono finanziabili i progetti aziendali che prevedono nuovi investimenti tesi allo sviluppo dell'impresa; al riposizionamento sul mercato dell'impresa; al mantenimento della capacità competitiva dell'impresa; che comportino (salvo specifiche deroghe) il mantenimento o l'incremento degli occupati. 

Per quanto riguarda le imprese industriali, queste devono avere alle proprie dipendenze almeno 2 dipendenti a tempo indeterminato se si tratta di una società, o 1 dipendente a tempo indeterminato se impresa individuale. Possono fare richiesta altresì coloro che hanno presentato istanza per il rilascio di licenza e si impegnino all'assunzione di almeno un dipendente, iscritto nelle liste di avviamento al lavoro, a tempo indeterminato entro 6 mesi dal rilascio della licenza, a pena di revoca del credito agevolato concesso e fermo restando l'obbligo di restituzione di quanto già erogato.
Gli stessi soggetti, entro 6 mesi dall'ottenimento del finanziamento dovranno inoltre soddisfare i maggiori requisiti occupazionali eventualmente richiesti per la tipologia di agevolazione cui si beneficia.

Il contributo in credito agevolato può essere richiesto, nell'arco di 2 anni e per un massimo di 2 progetti, per un importo massimo di 1 milione di euro per gli operatori economici esercenti attività industriale; 500 mila euro per le attività di servizi, artigianale o commerciale. La durata massima del mutuo è di 5 anni ed il contributo in conto interessi da parte dello Stato è pari al 70% del tasso convenzionato con gli Istituti di credito.

I progetti aziendali possono consistere in: acquisizioni di beni strumentali materiali: impianti, attrezzature e macchinari; acquisizioni di beni immobili o loro ampliamento, ristrutturazione o ammodernamento finalizzati al miglioramento dei processi produttivi, ma anche nell'ottica della sicurezza sul lavoro e sull'efficienza energetica; acquisizioni di beni strumentali immateriali di diritto di brevetto industriale, di diritti di utilizzo delle opere dell'ingegno; investimenti che possono essere riferiti a parte o a tutte le tipologie indicate alle lettere precedenti per progetti anche parziali di riposizionamento, riqualificazione e/o cambiamento dell'oggetto dell'attività.
 
Il Decreto prevede la possibilità di sottoscrivere una specifica convenzione con il Congresso di Stato per l'ottenimento del credito agevolato in deroga ai limiti e alle condizioni previsti, in caso di imprese che pongano in essere progetti di investimento in immobili, terreni, impianti, macchinari, beni strumentali materiali o immateriali o altri investimenti aventi l'obiettivo di sviluppare l'impresa e/o riposizionarla sul mercato e/o favorirne e migliorarne capacità competitiva.