Web e vacanze: ricerca Isnart-Unioncamere

Da  internet  arriva  il 41,2% della clientela

  Diversi  analisti  internazionali  affermano  che  il  2011  potrebbe  segnare  una  leggerissima  ripresa  del  numero  dei viaggiatori. In Italia  le previsioni sono più nebulose, ma, sicuramente, al possibile consolidamento della ripresa un contributo fondamentale, verrebbe fornito dalla rete Internet. E'  sufficiente  evidenziare  che  dal  2000  ad  oggi,  le  prenotazioni  online  degli  italiani  sono  passate  dall'1,2%  al 17,6%, per capire la portata del web. E'  quanto  emerge  da  una  ricerca  condotta  da  Isnart-Unioncamere  ed  Expedia,  presentata  all'ultima  BTO  (Buy Tourism Online), di Firenze. E' evidente che l'attenzione al prezzo, dopo tre anni di recessione sta condizionando i comportamenti d'acquisto dei turisti  di  tutto  il mondo  e  che  gli  italiani non  fanno  eccezione. Considerato  che  il web  consente  di  confrontare, "pesare"  e  analizzare  prezzi  e  servizi  apparenti,  delle  strutture  ricettive,  Internet  e  le  OTA  (Online  Travel Agencies), diventano sempre più influenti anche, se spesso, azzerano la percezione di qualità. La visibilità che  il web garantisce agli hotel, viene considerata un elemento strutturale del mercato  turistico e nel 2010,  le  strutture  ricettive  italiane, presenti  in  rete,  sono  circa  l'82%. E  da  internet  arriva,  secondo  la  ricerca,  il 41,2% della clientela. Da sottolineare che secondo quanto emerge dalla ricerca: a. le strutture ricettive dotate di booking online, registrano performance migliori di quelle "senza";  b. il tasso di occupazione camere in media è più alto dell'8%, negli hotel con booking online;  c. l'89% della clientela che Expedia veicola in Italia, proviene dall'estero.