Le imprese informano: Karnak

Replica al Corriere della Sera

Karnak scrive al Corriere della Sera per fare alcune precisazioni all'articolo di Rizzo di un paio di giorni fa, ritenuto dall'azienda di Chiesanuova "parziale”. "Innanzitutto – dice Karnak – ci preme sottolineare che i rapporti contrattuali esistenti derivano dall'assegnazione di gara d'appalto pubblica, alla quale hanno partecipato, con pari opportunità, tutti i competitor del settore. Inoltre vorrei ricordare che le aziende – non residenti in Italia possono partecipare ai bandi emanati dalla Pubblica Amministrazione così come stabilito dal decreto 163 del 12 aprile 2006 e come deciso, nel caso specifico, dalla "Convenzione di amicizia e di buon vicinato” tra Italia e San Marino (trasformata dalla Repubblica italiana nella legge 320 del 6 giugno 1939). in particolare, questo viene confermato anche dalla competente Autorità, quindi non vi è nulla di strano che Ferrovie dello Stato, per citare quanto riportato da Rizzo, abbia deciso di avvalersi dei prodotti forniti da Karnak. Abbiamo regolarmente vinto un bando di gara, al quale avevamo diritto di partecipare". Poi il gruppo Bi/Holding cui Karnak fa capo passa a parlare dei rapporti italo sammarinesi: "Il tema della trasparenza tra Italia e San Marino ci sta molto a cuore, anche se non è ovviamente compito dell'azienda entrare nel merito della questione. Ci associamo, però, a coloro che chiedono più chiarezza nei rapporti tra le due Repubbliche. La Karnak e un'azienda produttiva, che sta sul mercato rispettandone le regole. L'opacità delle relazioni tra Italia e San Marino, danneggia in primo luogo le aziende come la nostra, che rappresentano un centro economico e sociale di rilevante importanza per la popolazione sammarinese e del circondario appartenente alla Repubblica italiana. Il gruppo Bi/Holding dà lavoro, attraverso le società che lo compongono, a più di 350 persone, di cui oltre 100 frontalieri che riversano il proprio reddito sul territorio italiano, e a oltre 900 rappresentanti italiani, facenti parte dell'agente generale. Nella Repubblica di San Marino arrivano ogni giorno più di 5000 frontalieri: lavoratori che in gran parte rischierebbero di diventare disoccupati, qualora il sistema produttivo sammarinese dovesse essere messo nell'impossibilità di competere nel suo principale mercato di sbocco, cioè quello italiano. Una prospettiva che crediamo sia assolutamente da scongiurare". Da L'Informazione