Editoriale - Made in San Marino n. 8

  tratto dal magazine della Camera di Commercio

Un investimento nel campo della conoscenza paga i migliori interessi.
Benjamin Franklin
  Consideriamo l'universo economico del ventunesimo secolo. Restringiamo il campo d'interesse ai Paesi cosiddetti civilizzati, quelli in cui l'avvio di un'impresa è sostenuto e incentivato dallo Stato; in cui tecnologia, informazione e mezzi di comunicazione sono accessibili e alla portata di tutti; in cui la certificazione di qualità, i piani di azione e il rispetto delle procedure rappresentano la bussola per orientarsi nella costante tensione verso il miglioramento del prodotto, del processo o del servizio offerto. A parità di strumenti e di condizioni operative, l'ago della bilancia, ciò che determina l'effettiva competitività di un'impresa sul mercato globale, sono le persone. In gergo: le risorse umane. E' solo attraverso la valorizzazione e il potenziamento delle singole competenze infatti che è possibile fare la differenza. Per questo negli ultimi decenni la formazione ha assunto un ruolo determinante sia nella scelta dei collaboratori, sia nella strutturazione del percorso lavorativo (formazione ex post) quale strumento di adeguamento della figura professionale e delle sue abilità alle trasformazioni ambientali. Non è un caso se i corsi di aggiornamento e  i seminari  contano un sempre maggiore numero di iscritti, o che siano  organizzati all'interno delle aziende stesse, o che queste siano dotate di un vero e proprio formatore aziendale.Una tendenza che si sta facendo largo anche tra le amministrazioni pubbliche, che considerano la formazione una vera e propria leva sostanziale di governo. E' di poche settimane fa la notizia di come il Vietnam, Paese emergente, abbia deciso di investire nella formazione del proprio apparato statale facendo frequentare a tutti i suoi massimi dirigenti una specifica scuola di business a Londra.  Una scelta lungimirante, che persegue il nobile fine di mantenere adeguatamente aggiornate le persone che ricoprono  posizioni di responsabilità pubblica, a favore dell'intera collettività. Di sicuro occorrono una forte motivazione e lucidità nella focalizzazione degli obiettivi, unitamente ad una salda autostima, per riconoscere i limiti delle proprie conoscenze e oltrepassarli. Ma l'entusiasmo e la soddisfazione che scaturiscono dalla messa in pratica delle nuove cognizioni acquisite, e dal godimento dei risultati conseguiti proprio grazie a queste, sono forse l'impulso più forte, lo stimolo in grado di innescare un virtuoso processo di evoluzione, capace di riprodursi e autoalimentarsi.  Quella stessa spinta che porta sempre più giovani laureati a scegliere di mettere a disposizione la propria preparazione universitaria  a favore delle organizzazioni no profit, piuttosto che prediligere un percorso professionale che veda nel mero raggiungimento di un profitto la sua unica ragion d'essere. Basti pensare che dal 2003 al 2009 i laureati alla Yale School of Management intenzionati a intraprendere una carriera no profit sono passati dall'1 al 9%.   Nel suo piccolo, anche la Camera di Commercio ha sempre sostenuto l'importanza della formazione a 360 gradi quale elemento essenziale per la crescita della Repubblica di San Marino. Formazione per i giovani aspiranti imprenditori, formazione per le aziende sammarinesi, formazione per la certificazione di qualità. Questo perché è ben radicata la convinzione che solo attraverso il filtro della cultura e l'acquisizione di maggiori competenze sia possibile comprendere il mondo che ci circonda e rendere veramente efficaci le azioni sul territorio. Di qualunque natura esse siano: dall'apertura di un'azienda al posizionamento sui mercati internazionali, dall'informatizzazione alla valorizzazione delle risorse umane.     (Editoriale - Magazine "Made in San Marino" n. 8)     VAI AL MAGAZINE