OSLA: "embargo di fatto dell'Italia”

Lo Stato faccia la sua parte per salvare chi ha svolto la propria attività con trasparenza e coscienza imprenditoriale

OSLA pone l'accento sul fatto che la situazione di crisi istituzionale ed economica con l'Italia sta inesorabilmente portando al collasso il sistema imprenditoriale sammarinese sano. Si è di fronte ad un interrogativo di giustizia imprenditoriale irrisolto, perché le imprese che hanno regolarmente onorato tutti gli adempimenti economici, di imposte legate all'operatività si trovano ad avere aziende capitalizzate, con pregresso valore di mercato,  appetibili in quanto "reali”, ma oggi, questo "ex plus” non serve nemmeno per avere affidamenti bancari adeguati. Ciò che può loro restare, se resta, è il parco clienti, sempre più sottile, poiché gli associati OSLA si trovano costretti, a seguito di un embargo di fatto dell'Italia, ad attivarsi nelle più svariate forme e sempre nel rispetto delle norme in Italia o in altri Paesi (con ulteriori esborsi), chiudendo o facendo perdere l'efficacia/valore alla presenza delle imprese sammarinesi. La situazione  di cui si accenna, depaupera di fatto un patrimonio socioeconomico imprenditoriale vitale, che ha sempre portato un ritorno di risorse per le casse dello Stato, occupazione e buon nome per la Repubblica. Il problema è ETICO e di LIBERTA' DI IMPRESA, perché si sta vivendo in uno scenario di impossibilità a fare impresa da San Marino, il che porta le aziende sammarinesi operanti con l'Italia a perdere tutti i margini, ormai non più sufficienti per una semplice sopravvivenza. OSLA non  vuole attribuire colpe o demeriti ad alcuno, ma vuole andare oltre, affinché gli operatori onesti non siano doppiamente penalizzati o peggio ancora, costretti a chiudere sobbarcandosi ulteriori oneri. E quindi, se resistere si deve, OSLA chiede con forza, decisione (e rispetto per chi rappresenta) che lo Stato faccia la sua parte in maniera molto rapida, concreta e nell'unico modo possibile per salvare chi ha sempre svolto la propria attività con trasparenza e coscienza imprenditoriale, dando loro sostegno economico reale, contributi pubblici, ecc.  per coprire i mancati introiti e le perdite di valore societario in favore di quelle imprese che restano in territorio, soprattutto per quelle rivolte esclusivamente all'esportazione in Italia del loro prodotto, sia esso materiale sia esso d'intelletto. OSLA non chiede sgravi fiscali, ma la compartecipazione del Pubblico sino alla soluzione della crisi, attraverso l'erogazione in c/capitale di una forte e non simbolica copertura economica del disavanzo e della perdita di mercato, che nella situazione attuale, sta "massacrando” le imprese sammarinesi.