Ecofin : interessi sui conti correnti

L'euroritenuta costa al Titano 14 milioni

Ben 14 milioni e 24mila euro: a tanto ammonta infatti, il prelievo, più noto come euroritenuta, effettuato sugli interessi dei conti correnti dei clienti non residenti a San Marino e versato ai paesi di residenza. Il 99% di tale somma, pari cioè a 13 milioni 940mila e 580,75 euro sono tornati in Italia. L'euroritenuta o ritenuta Ecofin, è una speciale tassazione sugli interessi, che viene effettuata per consentire in un certo senso la riservatezza del correntista.  Si tratta di una disposizione che il Titano, al pari di altri Paesi, ha concordato con l'Unione europea in passato, proprio per mantenere una certa riservatezza. In pratica su ogni conto corrente intestato a un non residente a San Marino, viene prelevato il 20% sugli interessi maturati e tale cifra viene poi versata al Paese di residenza. È una disposizione che San Marino ha già accettato da anni e regolata dall'art.6 della Legge 2005/81 emanata in attuazione appunto dell'accordo Ecofin. Per i primi tre anni la tassazione è stata del 15%, poi dal 2008 è salita al 20% e dal primo luglio del 2011 salirà ancora al 35%. Quel che fa riflettere tuttavia, è che proprio in virtù delle nuove norme sullo scambio di informazioni, l'abolizione del segreto bancario chiesta dal Moneyval e attuata per uscire dalla procedura di osservazione rafforzata, e il futuro scambio automatico di informazioni a livello bancario, tale tassa sugli interessi ha perso il suo valore e la sua ragion d'essere, ma non essendo stata messa ufficialmente in discussione, continua a venir applicata. Dando poi un'occhiata ai dati, oltre a constatare un calo effetto probabilmente dello scudo fiscale (nel 2009 l'euroritenuta fruttò ai paesi a cui è stata restituita e in pratica all'Italia ben un milione di euro in più) si registra un generale calo anche degli importi relativi agli altri Paesi europei. Se infatti nel 2009 la Germania ricevette oltre 25mila euro e la Francia altrettanti, quest'anno hanno ricevuto rispettivamente 22mila e 10mila euro. Parliamo ovviamente di piccole cifre, però sono anche da rilevare il quasi dimezzamento anche degli importi verso la Spagna e al contrario al crescita degli importi verso Olanda e Repubblica Ceca che hanno subito nel primo caso una crescita di oltre 10 volte e nel secondo di circa otto volte. da SanMarinoOggi