San Marino, le piccole imprese tengono

Per gli artigiani sammarinesi poche variazioni nei rapporti commerciali con l'Italia

Molto rumore per nulla, o quasi. La crisi c'è e investe tutti, il decreto incentivi ha provocato tremori e grattacapi, ma le piccole imprese artigiane del Titano, al di là dei timori legati al cambiamento, non hanno subito grosse variazioni nei rapporti commerciali con l'Italia. Lo assicura il Segretario Generale dell'UNAS dopo aver consultato i dati dell'ultimo mese. Certo, ci sono nuove regole da seguire, ma riguardano la comunicazione in via telematica delle operazioni con operatori economici residenti sul Titano. D'altronde i più avveduti, scrive in una nota Pio Ugolini, sanno che l'Ufficio Tributario della Repubblica di San Marino, comunica già (mensilmente) e sin dal 1993, all'Agenzia delle Entrate, l'elenco delle operazioni effettuate con l'Italia, con il dettaglio delle singole fatture relative ai beni ed ai servizi connessi. Quindi nel rispetto della tracciabilità e trasparenza, i nuovi adempimenti accelerano ulteriormente i tempi dei verificatori, ma non introducono nulla di nuovo in un contesto già noto alle amministrazioni dei due Paesi. Insomma, imprese e professionisti che hanno operato e che operano con correttezza, prosegue la nota, non devono temere il monitoraggio sugli scambi di informazioni fra i due paesi. E, in concreto, sembrerebbero non temerlo. Almeno da quello che emerge dal settore.. Gli artigiani, infatti, rilevano che in un variegato campione di piccole imprese sammarinesi associate, il calo di relazioni per le apprensioni causate dal decreto si assesta in poche unità per azienda, tra il 5 e 10%. L'UNAS parla di un ingiustificato allarmismo che ha causato danni all'immagine e cali di potenziale commerciale ma non ha frenato le relazioni fra le imprese dei due paesi. Dimostrando, di fatto, che i rapporti di storica amicizia non sono tramontati.