Giornata dell'Economia

 "Un appuntamento importante per operatori economici, politici e cittadini”.

Così Simona Michelotti, Presidente della Camera di Commercio, ha definito la pubblicazione del Rapporto sull'Andamento dell'Economia 2008 e dell'Analisi Congiunturale riferita a dicembre 2009, presentate nel corso della Giornata dell'Economia, il 21 dicembre scorso. Se da un lato tabelle e diagrammi rivelano un rallentamento nei fatturati e nella produzione in tutti i settori, dall'altro l'analisi del clima di fiducia evidenzia una graduale ripresa di una percezione ottimistica del futuro da parte degli imprenditori sammarinesi, la loro grande grinta e la loro voglia di rimettersi in gioco. "Si stanno lentamente diradando i sentimenti di paura e incertezza che hanno caratterizzato l'inizio del 2009. Gli imprenditori stanno studiando e approfondendo le nuove esigenze del mercato che la crisi economica ha contribuito a far emergere con forza. E altrettanto vigorosa e tempestiva dovrà essere la risposta degli imprenditori nell'adattarsi alle nuove necessità di mercato dettate da una domanda sempre più discontinua, da limitatissimi tempi di consegna, da quantità sempre più ridotte. In questa cornice risulta improcrastinabile l'intervento di politici e sindacati a fianco di aziende e lavoratori. Sta a loro infatti ridefinire le regole del lavoro in un mercato in continua evoluzione, colmare il gap tecnologico, semplificare la burocrazia. Concretizzare insomma le principali riforme, adeguandole al momento storico che stiamo vivendo”. Un appello al recupero della credibilità e della reputazione di San Marino proviene poi dal Segretario di Stato alle Finanze Gabriele Gatti, che sottolinea la necessità di un profondo dialogo esterno e interno al nostro territorio. "Dobbiamo affrontare la situazione in maniera realista, senza velleitarismi, ragionando con l'Italia e portando avanti accordi efficaci. Contestualmente, è di fondamentale importanza il confronto interno tra le forze sammarinesi per risolvere alcune problematiche settoriali. Occorre armonizzare la necessaria competitività delle imprese, lo snellimento della P.A. con le esigenze espresse dal mondo sindacale.” Il Segretario Gatti ha infine rimarcato l'importanza del contributo del mondo politico, che deve saper captare e conciliare i nuovi bisogni delle organizzazioni economiche e sociali per portare avanti un progetto per il Paese che sia attuale e al passo coi tempi. Un concetto ribadito anche dal Segretario di Stato per l'Industria Marco Arzilli, che considera l'aggiornamento e l'adeguamento degli interventi legislativi ed economici condizioni essenziali per rendere maggiormente attrattiva la nostra Repubblica. "E' tempo che San Marino pensi ad una crescita che superi il pregiudizio delle limitate dimensioni territoriali per aprirsi anche a realtà internazionali, privilegiando al contempo l'economia reale e tutelando le eccellenze. Questa grave crisi economica si è rivelata nei fatti una grande opportunità perché in qualche modo ci ha imposto di fare delle scelte. Ora sta a noi analizzare i dati e perseguire un nuovo modello di sviluppo, senza paura di cambiare e crescere. Abbiamo tante sfide da cogliere, comprese quella culturale e della formazione dei nostri giovani. Il progresso del Paese dipende soprattutto dalla nostra capacità e determinazione.” Il convegno è proseguito con l'intervento di Massimo Ghiotti, Direttore della Camera di Commercio, e Massimo Guagnini di Prometeia, società di consulenza economica e finanziaria.   I due relatori, dati alla mano, hanno delineato chiaramente il quadro della situazione economica sammarinese dell'ultimo biennio. Interessante il confronto della realtà sammarinese con quella dell'Italia e dell'Europa, introdotto da Guagnini. Se nei paesi europei infatti lo shock dell'economia è dovuto a fattori esterni quali il calo delle esportazioni e dei consumi delle famiglie, a San Marino il ciclo negativo è derivato da fattori interni, quali una forte riduzione degli investimenti, causata a sua volta da un pesante clima di sfiducia interno. Comunque sia, pure in un contesto generale di diminuzione del margine di profitto delle imprese, rimane una base importante su cui lavorare e costruire uno sviluppo per gli anni a venire, proprio perché nella nostra Repubblica non ci sono segnali di cedimento nei settori come invece avviene fuori dai confini. Un segnale positivo quindi che evidenzia come San Marino abbia avuto la capacità di affrontare un forte shock negativo.