Ancora polemiche sulle liberalizzazioni

Intervento dell’UNAS e replica della Segreteria di Stato

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Gli artigiani dicono no alle liberalizzazioni
In questi giorni infuria la polemica sui diversi punti di vista sull’opportunità di liberalizzare molte patenti di esercizio in alcuni settori, compreso le attività tipiche riconducibili i mestieri artigiani, attività tra l’altro già libere, gratuite e illimitatamente concedibili a persone fisiche residenti sul territorio.
Come artigiani  non comprendiamo le ragioni di questo intervento. E’ vero che la liberalizzazione è solo per capitale detenuto da sammarinesi, ma una volta avviata una attività, il Congresso di Stato di fronte ad una richiesta di svincolo delle quote a favore di investitori stranieri, cosa farà?
Deve essere chiaro che esercitare un mestiere artigiano in forma societaria costa di più. Perché qualcuno potrebbe essere interessato a licenze societarie liberalizzate? Pur nella volontà di non generalizzare, a nostro avviso le motivazioni possono essere prevalentemente riconducibili nel fenomeno del prestanome e nel poter richiedere una patente d’esercizio senza avere i necessari requisiti professionali richiesti agli artigiani.
Nel settore delle finiture per l’edilizia, pavimentisti, falegnami, imbianchini, cartongesso, ecc. vogliamo che i mestieri rimangano in parte ad una imprenditoria sammarinese o vogliamo coltivare il fenomeno e l’esasperazione del ricorso al subappalto? E’ questo che chiede il Paese o che chiedono i lavoratori impiegati nelle nostre imprese? Qualcuno si è preso cura di ipotizzare uno scenario futuro con tanto di ipotetici vantaggi per il sistema San Marino?
E’ giusto rimarcare che tutte queste attività “liberalizzate” già da anni sono libere, gratuite e concedibili in forma artigiana. Ed essere artigiano significa anche essere illimitatamente responsabile delle proprie azioni e dei propri atti, garantendo la propria impresa, i propri creditori ed i lavoratori impiegati anche con i capitali propri (es. la casa).
Dagli artigiani un grido: Fermatevi e date spazio al confronto con le categorie interessate!”
da U.N.A.S. – Comunicato Stampa


Critiche UNAS alle liberalizzazioni, la Segreteria risponde


La Segreteria di Stato per l’Industria, l’Artigianato, il Commercio, la Ricerca e i Rapporti con l’A.A.S.S., pur volendo evitare qualsiasi polemica, ritiene opportune alcune precisazioni a seguito dei ripetuti interventi dell’Unione Nazionale Artigiani Sammarinesi sul Decreto recentemente emesso per liberalizzare la costituzione di società aventi ad oggetto determinate tipologie di attività.
Facilitando la costituzione di nuove imprese in forma societaria, nei settori dell’edilizia, della compravendita e gestione di immobili, della realizzazione di strade e reti sottostanti, delle attività di installazione e riparazione di apparecchi idrico-sanitari e per l’utilizzazione di gas ed energia elettrica, dei servizi per l’igiene e l’estetica della persona, il Governo ha voluto semplificare l’iter burocratico, superando il nulla osta del Congresso di Stato, e dare una più agevole opportunità a quei cittadini residenti che  desiderano intraprendere un’attività imprenditoriale in tali settori.
La possibilità di avviare le suddette attività non solo con licenza artigianale, ma anche in forma societaria, esisteva già. Le nuove norme approvate dall’Esecutivo non cambiano pertanto le possibilità di esercitare le stesse attività in forma artigianale piuttosto che in forma societaria, ma piuttosto stabiliscono chiaramente alcune regole, svincolano gli imprenditori dalle decisioni discrezionali del Congresso di Stato, evitano lunghe ed inutili attese e forniscono al Paese una legislazione più trasparente ed aggiornata.
Il testo del Decreto Delegato, presentato dal Segretario di Stato per l’Industria Tito Masi, andrà a modificare una procedura anacronistica che oggigiorno non trova giustificazione di perdurare; specifica inoltre, senza dubbi d’interpretazione, che il nulla osta del Congresso di Stato, per la costituzione di società aventi per oggetto sociale le particolari attività economiche sopra elencate, è superato “esclusivamente” per le persone fisiche residenti in Repubblica e che il trasferimento di quote o azioni a soggetti non residenti sarà assoggettato a nulla osta del Congresso di Stato. Verso i soggetti esteri perciò, rispetto a prima, la norma è ancora più restrittiva.
La necessità di sostenere il rilancio dell’economia, attraverso l’aggiornamento di meccanismi di mercato che sono contrastati da piccole e grandi misure di regolamentazione superate e inopportune, rappresenta un argomento che non riguarda solamente il nostro Paese, come dimostra l’attenzione che le istituzioni comunitarie europee costantemente dedicano al problema e come testimoniano gli interventi legislativi e normativi che molti paesi europei, tra cui l’Italia, stanno effettuando. E’ evidente, e non è esclusiva del nostro Paese, la resistenza da parte di alcune delle categorie interessate da provvedimenti di liberalizzazione.
Le perplessità espresse dall’Unione Nazionale Artigiani Sammarinesi sono dunque comprensibili ma non sono condivisibili, soprattutto dal Governo che deve considerare le esigenze di tutte le categorie economiche presenti nel Paese, che intende tutelare quanto più possibile l’attività artigianale presente in Repubblica ma anche affiancare nel miglior modo la sana imprenditoria sammarinese e favorire, attraverso una maggiore concorrenza, tutti i cittadini.
La Segreteria di Stato
per l’Industria, l’Artigianato, il Commercio,
la Ricerca, i Rapporti con l’A.A.S.S.