Diritti Economici, Sociali e Culturali

Le valutazioni del Comitato ONU su San Marino

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Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Fiorenzo Stolfi, ha riferito al Congresso di Stato in merito agli esiti della discussione del Rapporto di San Marino sul Patto Internazionale per i Diritti Economici, Sociali e Culturali, che il Comitato delle Nazioni Unite per  i Diritti Economici, Sociali e Culturali (CESCR) ha considerato nella giornata di venerdì 9 novembre 2007, nell’ambito della sua 39° Sessione, tenutasi a Ginevra dal 5 al 23 novembre scorsi.


Nell’occasione, una delegazione nazionale tecnica composta dai diversi settori dell’Amministrazione maggiormente coinvolti nella stesura del Rapporto, si è recata a Ginevra per discutere approfonditamente con il Comitato dei contenuti del suddetto Rapporto. Erano presenti in delegazione rappresentanti dei Dipartimenti Affari Esteri, Affari Interni, Istruzione e Cultura, Giustizia, Lavoro e Cooperazione, Sanità e Sicurezza Sociale, Territorio e Ambiente, nonché dell’Authority Sanitaria, della Commissione Pari Opportunità, della Commissione per la Gestione dell’Edilizia Sovvenzionata e dell’Università.


La discussione è stata un vero e proprio esame per la delegazione sammarinese. Il Comitato, dopo una breve presentazione da parte del suo Presidente e un breve intervento introduttivo del capo-delegazione sammarinese, ha rivolto ai componenti della delegazione di San Marino numerose domande su tutti i settori coperti dal Patto.


A fronte della discussione, il Comitato, come sua prassi, ha formulato delle Osservazioni Conclusive per la cui piena comprensione sono necessarie alcune considerazioni. Infatti, taluni punti appaiono non pienamente pertinenti rispetto alla realtà sammarinese. Ciò è dovuto, in particolare, al fatto che i membri del Comitato provengono dalle più svariate regioni del mondo e molto difficilmente conoscono la reale situazione della nostra Repubblica. Inoltre, il compito spettante a tutti gli organismi di controllo dell’ONU in materia di diritti umani non è quello di “assolvere” o “bocciare” un Paese, elargendo lodi o critiche a dismisura, bensì di evidenziare le carenze dei sistemi nazionali e di raccomandare cambiamenti e soluzioni.


In quest’ottica, le valutazioni espresse e le raccomandazioni rivolteci devono essere lette come un incoraggiamento a proseguire sulla strada della piena attuazione delle disposizioni del Patto, la cui applicazione, dopotutto, viene già ampiamente riconosciuta dal Comitato, così come emerge dalla lettura del paragrafo 8 delle Osservazioni Conclusive. Diversamente da quanto accade per tanti altri Paesi, infatti, per il nostro non vengono segnalati né problemi gravi né difficoltà maggiori.


Le raccomandazioni e i suggerimenti espressi dal Comitato andranno tenuti in debita considerazione in fase di preparazione del prossimo rapporto periodico, la cui presentazione è fissata per il 30 giugno 2010.


Comunicato Stampa della
SEGRETERIA DI  STATO PER GLI AFFARI ESTERI  E POLITICI, LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA