UNAS contro le liberalizzazioni delle licenze adottate dal Governo.

L’iniziativa, posta per contrastare il fenomeno della commercializzazione delle licenze, potrebbe produrre ”nuove povertà”.

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L’U.N.A.S., sentito i riferimenti circa i primi atti e le linee espresse dall’ultima seduta del Congresso di Stato in tema di liberalizzazione delle licenze quale strumento per apportare nuove agevolazioni all’economia sammarinese, adducendo a giustificazione, sempre per l'Unione Artigiani eventuali deprecabili commercializzazioni delle licenze industriali, desidera esprimere "tutto il suo rammarico per la strada che l’Esecutivo intenderebbe intraprendere, in quanto già da ora tutte le licenze artigiane sono gratuite, libere e concedibili indistintamente a tutti i cittadini sammarinesi.

Se liberalizzare significherà aprire le attività tipicamente mestiere degli artigiani, quali parrucchieri, estetiste, impiantisti, edili, finiture per l’edilizia, ecc, verso forme societarie detenibili direttamente o indirettamente da investitori forensi attenti ad assumere quote di un mercato sammarinese già saturo ed in un momento in cui alle nostre imprese è pressoché impossibile lavorare in Italia, allora noi diciamo che il rischio è quello di produrre nuove povertà in Repubblica a fronte dell’aver sacrificato gli artigiani ed i piccoli imprenditori sammarinesi sull’altare di una ideologia astratta e lontana dalla reale conoscenza delle dinamiche che sorreggono e sostengono l’impresa sana e sammarinese.

Questa azione, così come prospettata, rischia di produrre una accelerazione al fenomeno del “prestanome” con serie conseguenze sulla efficacia delle motivazioni ispiratrici di tale azione e sull’immagine dell’imprenditoria della Repubblica di San Marino ed è per questo che speriamo fortemente in un urgente ripensamento.

L’U.N.A.S., in un momento di difficoltà del sistema pensionistico, e nella difficoltà palese che molte nostre realtà incontrano quotidianamente auspica che l’imprenditore sammarinese sia destinatario di pari diritti riconosciuti a tutti i cittadini, iniziando dal riconoscimento del rispetto e della dignità dovuta a circa 800 artigiani sammarinesi e altrettante persone che trovano occupazione in questo settore".