Bilancio previsionale dello Stato 2008

Proposte e richieste di spesa della CSU.

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Alla luce della situazione di crisi di Governo che sta caratterizzando l’attuale fase politico-istituzionale, la CSU ritiene necessario - visti il numero e la gravità dei problemi irrisolti che gravano sul paese - determinare le condizioni affinché il quadro politico realizzi una legge di Bilancio vera e propria, che fornisca le risposte necessarie ai cittadini e assuma i provvedimenti sociali e di equità richiesti da lungo tempo dai lavoratori e pensionati.

Infatti, il Bilancio previsionale non può essere considerato una semplice operazione contabile, ma deve sempre più assumere una valenza di indirizzo politico amministrativo generale in grado di orientare le scelte sociali ed economiche per dare al paese quelle risposte di cui ha forte e urgente necessità.
  In tal senso, e in coerenza con il documento “Piano di intervento sociale e per le riforme” illustrato e discusso con i lavoratori e i pensionati nel ciclo di assemblee recentemente svolto, e nel confermare pienamente le posizioni espresse nei mesi scorsi dalle Confederazioni rispetto al documento di programmazione economica per il 2008, la Centrale Sindacale Unitaria chiede che nel Bilancio previsionale del prossimo anno siano previste - in sostanza - due tipologie di interventi:
a) una serie di PROVVEDIMENTI ESECUTIVI, a partire dal 1° gennaio 2008, su aspetti che sono stati oggetto di confronto. In particolare:
  - l’aumento degli assegni familiari, accanto all’impegno di riformare questo istituto nella direzione dell’equità; un significativo incremento della detrazione nella dichiarazione dei redditi per ogni figlio a carico;
- circa la riforma pensionistica, si chiede di estrapolare dal provvedimento stralcio alcuni interventi - su cui sono state raggiunte delle intese - tra cui quelli sulla pensionabilità dell’aspettativa post partum e per evitare penalizzazioni a chi cambia lavoro negli ultimi anni di vita lavorativa, inserendoli nella legge di Bilancio 2008, affinché siano esecutivi dall’inizio del prossimo anno;
- in riferimento all’art. 5 della legge 29/10/2003 n. 137, laddove è stata modificata, si chiede di togliere l’aggettivo “residente”, non presente nella stessa legge, ma inserito con l’art. 72 della legge di bilancio n. 172 del 16/12/2004;
- l’aumento di circa il 20% del contributo dello Stato per il mutuo prima casa, previsto nel relativo progetto del Governo, ora rimasto fermo. Ciò, accanto all’impegno programmatico di realizzare una precisa politica della casa, rilanciando le cooperative di abitazione ed intervenendo per calmierare i costi delle abitazioni, sottraendoli alle dinamiche speculative.
  b) Una serie di IMPEGNI PROGRAMMATICI per realizzare gli interventi sociali prioritari rivendicati dal movimento sindacale. In particolare:
- circa la sanità, è necessario dare piena attuazione alle recenti leggi di riforma dell’Istituto per la Sicurezza Sociale e tradurre in azioni concrete il “progetto organizzativo dell’ISS”. Riguardo al personale si ritiene prioritario definire i nuovi profili professionali e gli inquadramenti in linea con il processo di riforma della Pubblica Amministrazione, assicurando fin da ora la copertura dei ruoli fondamentali per il buon funzionamento dei diversi settori dell’ISS. Di pari passo va promosso un piano di promozione e formazione destinato ai giovani sammarinesi;
- la realizzazione delle nuove fasi della riforma fiscale, per realizzare i necessari obiettivi di equità, attraverso l’introduzione di nuovi ed efficaci strumenti di accertamento, in grado di recuperare l’elusione fiscale e fare emergere tutte le ricchezze finora rimaste sommerse. A fronte della avvenuta diminuzione dell’aliquota fiscale per le imprese, vanno attuati interventi di detrazione fiscale a favore in particolare dei redditi più bassi e per le famiglie numerose o monoreddito; 
- adeguare la soglia per il diritto allo splitting, verificando la possibilità di estenderlo alle coppie di fatto;
- realizzare la riforma del catasto, presupposto necessario per accertare i grandi patrimoni immobiliari, affinché siano sottoposti alla più adeguata tassazione;  
- aumentare la tassazione sugli immobili inattivi;
- per l’acquisto della prima casa, fermi restando gli interventi già in essere per il conto interessi, riteniamo opportuno prevedere la possibilità di detrarre almeno il 20% della quota parte;
- destinare risorse per incentivare e potenziare le politiche attive per favorire l’innovazione tecnologica e la ricerca, destinando le necessarie risorse da parte del Bilancio dello Stato. In questo contesto, vanno date risposte alle motivate richieste di ampliamento - tuttora ancora non soddisfatte - avanzate da alcune aziende da tempo insediate a San Marino e che rappresentano un concreto interesse per il paese; 
- in relazione al debito pubblico, riteniamo necessario rinegoziare con le banche gli interessi che gravano sullo stesso debito, in quanto i tassi applicati sono rimasti gli stessi di alcuni anni fa, quando erano più elevati di quelli attuali;
- realizzare quanto già previsto dalla legge 17/11/05 n. 165 che istituisce il fondo di garanzia a favore dei risparmiatori vittime dei crack finanziari;
- mentre per quanto riguarda il rapporto con gli investitori (persone fisiche), in ogni caso deve essere prevalente la legislazione più favorevole ai risparmiatori;
- definizione di un percorso che possa portare la Repubblica di San Marino a valutare, assieme alla popolazione, l’opportunità di aderire all’Unione Europea;
- affermare il principio della separazione dei ruoli fra la politica e la Pubblica Amministrazione , per una reale autonomia della PA, mentre il rapporto tra dirigenti di Dipartimento e il Congresso di Stato deve essere regolamentato da precise norme, che tutelino l’integrità e l’autonomia degli stessi dirigenti e dei dipendenti pubblici, al fine di mettere realmente la funzione pubblica al dinamico servizio del paese;
- circa la riforma pensionistica, va ribadita la validità della legge 156/90, che ha superato l’inaccettabile sistema dei “vasi comunicanti”, e quindi rappresenta una conquista di civiltà e un presupposto irrinunciabile per il movimento sindacale. 
  Va assunto l’impegno di completare in tempi rapidissimi la prima importante fase di riforma del sistema pensionistico iniziata nel 2005, portando a soluzione tutti i punti programmatici indicati all’art. 12 della legge di riforma, ed ulteriori aspetti già proposti dalle OO.SS, realizzando la stesura del Testo unico in materia previdenziale. Per raggiungere condizioni di equilibrio dei fondi previdenziali di tutte le categorie, diviene improrogabile risolvere definitivamente il grave problema del deficit strutturale in cui da molti anni versano i fondi pensione di artigiani e commercianti, che sottraggono ingenti risorse alla collettività.
La realizzazione del secondo pilastro (pensione complementare), costituisce un passaggio importante per la composizione di un adeguato sistema previdenziale; in tal senso, è indispensabile un ruolo attivo dei datori di lavoro nel contribuire al relativo finanziamento. Inoltre, va promossa la possibilità di agevolazioni e detrazioni fiscali, e va reso praticabile e non penalizzante il passaggio dalle forme individuali di pensione integrativa al fondo pensioni collettivo;
riformare la legge 131/2005 sulle politiche del lavoro, per affermare la qualità del lavoro, stabilire il principio della stabilizzazione dei rapporti di lavoro come modalità ordinaria, completare la regolamentazione dei lavori atipici, prevedere percorsi specifici per i cittadini con particolari problematiche, favorire politiche attive per migliorare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, prevedere un adeguato sistema sanzionatorio per chi viola le leggi sul lavoro.
  La formazione va promossa - destinando i necessari finanziamenti - come risorsa strategica per il futuro dell’intero paese, rendendola un percorso strutturale per tutto l’arco della vita professionale dei lavoratori, in particolare per fare fronte alle crisi aziendali e alle necessità di cambio lavoro per motivi di salute. Riteniamo, inoltre, che debba essere prevista l’introduzione dell’obbligo formativo per le nuove aziende, da formalizzare con apposito progetto da presentare in sede di rilascio della licenza;
- il completamento del servizio mensa, provvedendo concretamente alla realizzazione di due nuovi terminali a Tavolucci e Rovereta;
- il potenziamento del servizio di asilo nido pubblico, attraverso la creazione di nuove strutture, affinché siano in grado di accogliere le numerose richieste delle famiglie in lista d’attesa; 
- un altro aspetto legato agli asili nido riguarda la verifica del completamento delle norme e dei regolamenti per rendere pienamente operative e funzionanti le strutture necessarie nell’ambito del no profit e del volontariato, settori che peraltro necessitano urgentemente di una adeguata normativa;
- prevedere apposite voci di spesa del bilancio pubblico per finanziare precise iniziative tese ad affermare una vera cultura e prassi della sicurezza nei luoghi di lavoro e del benessere in azienda. Va anche prevista la possibilità di operare interventi economici significativi, oltre a quelli già esistenti, per quelle imprese che raggiungono l’eccellenza nella messa in sicurezza del proprio ambiente di lavoro;
- il miglioramento delle infrastrutture, a cominciare dalla messa in sicurezza e dall’ampliamento della rete stradale;
- investimenti verso le fonti di energia pulita e rinnovabile, che dovranno il prima possibile sostituire o ridurre quelle basate sull’esclusivo utilizzo dei combustibili fossili. A questo proposito, prendendo a riferimento le più avanzate normative vigenti in Europa, si rivendicano una serie di sovvenzioni e incentivi, tra cui l’abbattimento dell’imposta monofase e la possibilità di detrazione dalla dichiarazione dei redditi, per coloro (anche privati cittadini) che installano impianti/sistemi per il risparmio energetico, pannelli solari, ecc… Va quindi incentivato l’utilizzo dei veicoli con carburanti meno inquinanti, e va rinnovata la campagna della rottamazione per gli autoveicoli;
- la regolamentazione e la definizione del Certificato di credito sociale, affinché questo istituto agisca in stretta connessione con i redditi familiari e la composizione dello stesso nucleo familiare, tenendo conto delle situazioni più problematiche. Questo dovrebbe consentire interventi mirati sulle situazioni di nuove povertà, e al tempo stesso rappresentare una forma per arginare il sopravanzare delle situazione di disagio e indigenza, in attesa di poter affrontare in modo strutturale e definitivo il supporto economico ai cittadini più bisognosi, evitando che si trasformi in uno strumento dal carattere puramente assistenziale. In generale, occorre evitare che - a causa della crisi di Governo - si vada a vanificare l’erogazione di questo intervento sociale verso coloro ai quali è stato riconosciuto; 
- assunzione dell’impegno della realizzazione del pacchetto di leggi inerenti gli ammortizzatori sociali e l’ampliamento degli interventi per la tutela della famiglia a tutti i settori lavorativi, come sottoscritto nel contratto industria del 2005;
- concretizzazione degli interventi sociali, strutturali ed economici rivendicati dalla piattaforma pensionati, attraverso un progetto strutturale di medio-lungo termine, condiviso e concertato con le Federazioni Pensionati. Tra gli aspetti specifici, va riconosciuto il rimborso per l’intero costo delle protesi dentarie e la mutualità dei farmaci per i pensionati;
- interventi efficaci per contrastare il consistente aumento del costo della vita, considerando anche che a San Marino si registra un tasso di inflazione ben superiore a quello del circondario;
- l’assunzione da parte delle imprese che producono reflui inquinanti dei costi dello smaltimenti degli stessi reflui;
- rendere pienamente operativo dai primi mesi del 2008 il progetto della San Marino Card.
  Oltre a tutto ciò, la Centrale Sindacale Unitaria rinnova la richiesta di emanare - contestualmente alla legge di Bilancio - il Decreto per il rinnovo del Fiscal Drag anche per l’anno 2008.