Mercoledì 7 novembre 2007, il brivido è arrivato e ha scosso i mercati.

L'euro supera per la prima volta quota 1,47 contro dollaro. Petrolio verso i 100 dollari al barile, poi cala

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 Il greggio mercoledì vola a New York a 98,6 dollari al barile. Il prezzo poi scende un po', ma la soglia «critica» è vicina
NEW YORK (USA) - Il brivido è arrivato e ha scosso i mercati. Petrolio vicino ai 100 dollari. Ma , d'altra parte, il brivido era anche atteso: da settimane il trend è quello, sia per motivi strutturali (crescita della domanda in particolare in Asia), sia per le inevitabili speculazioni. mercoledì il barile che ha sfondato quota 98 dollari, segnando un nuovo record a 98,6 dollari, provocando chiusure negative a Wall Street e poi a Tokyo. Poi la paura ha fatto tornare il prezzo a un livello un po' più in basso. Ma è un'altalena che, giorno dopo giorno, sposta sempre più in alto il confine e a 100 dollari, prima o poi, si arriverà. Negli scambi dell’after hours sul Nymex, la Borsa delle materie prime di New York, il Wti (il greggio di riferimento per l'America) ha toccato un picco da 98,6 dollari, con un rialzo di 1,55 dollari per i futures in prima consegna rispetto al fixing ufficiale di martedì. A Londra il Brent, il greggio estratto dal mare del Nord, ha - per la prima volta - oltrepassato quota 95 dollari, con un rialzo da 1,38 dollari a quota 95,05.
EURO - Nuovo record per l'euro. La moneta unica, per la prima volta nella storia, ha superato quota 1,47 contro dollaro. Nella mattinata si è registrata una fiammata a 1,4703 contro il biglietto verde, mentre nel pomeriggio si è toccata quota 1,4731, mentre la sterlina ha superato il livello chiave di 2,10 dollari con un picco a 2,1026. L'ennesimo primato dell'euro è da mettere in relazione alla possibilità che la Cina diversifichi le sue riserve a spese del biglietto verde. In tal senso infatti si è espresso Cheng Siwei, vicepresidente del Congresso Nazionale del Popolo, nel corso di una conferenza a Pechino. Siwei - secondo quanto riferito dall'agenzia Bloomberg - ha affermato che la Cina tiene conto dell'andamento delle valute più forti e «di conseguenza procederà ad alcuni riaggiustamenti». Da parte sua Xu Jian, vicedirettore della banca centrale cinese, ha detto che il dollaro «sta perdendo il suo status di valuta di riferimento mondiale».

ORO E ARGENTO - Anche i metalli preziosi beneficiano del momento di grande attenzione per le materie prime: l'oro ha fatto registrare l'ennesima impennata degli ultimi mesi e ha toccato il record degli ultimi 28 anni. Mentre l'argento si è portato sui massimi di 27 anni, con gli investitori che corrono a comprare metalli preziosi come protezione contro l'inflazione e la debolezza del dollaro. La spinta arriva anche dalle attese di un ulteriore taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Dopo aver superato quota 840,00 dollari l'oncia, sui massimi da gennaio 1980, l'oro è salita ancora, fino a 845,20 dollari l'oncia, e punta ora al record di tutti i tempi di 850 dollari, raggiunto nel gennaio 1980. L'argento vale 16,08 dollari l'oncia, come detto sui massimi di 27 anni, mentre il platino ha raggiunto il top a 1.484 dollari.