Interrogazione in merito alla eventuale esistenza di un casinò nella Rep. di San Marino

Ministero delle finanze italiano: “non ci risulta siano stati violati accordi del 1953”

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 Il Ministero delle Finanze ha risposto oggi alla interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole dell’UDC Gianluca Galletti con la quale si chiedeva se la sala Bingo di Rovereta, intorno alla quale nei giorni scorsi si è scatenata una forte polemica, rispondesse alle condizioni della Convenzione tra l’Italia e la Repubblica di San Marino con la quale quest’ultima si impegna «a non permettere nel proprio territorio l'impianto o l'esercizio di case da gioco o di altri centri del genere comunque denominati, nei quali si svolgono giochi d'azzardo».
Questi i termini della risposta :
In riferimento a quanto rappresentato nella question time dell’onorevole Gianluca Galletti concernente la notizia circa l’esistenza di un ‘casinò’ sul territorio italiano della Repubblica di San Marino , l’Amministrazione dei Monopoli di Stato ha fatto presente al riguardo che la sala Bingo sita in Rovereta non è gestita in forza di concessione rilasciata dalla stessa Amministrazione .
L’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato ritiene, inoltre, che non è possibile esprimere valutazioni in ordine alla eventuale violazione all’articolo 47 , punto 4), della Convenzione tra Italia e la Repubblica di San Marino del 31 marzo 1939 ( modificato dall’accordo aggiuntivo ALLA Convenzione di amicizia e di buon vicinato fra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino , firmato a Roma il 29 aprile 1953), che prevede l’impegno della Repubblica di San Marino di non consentire , nel proprio territorio, l’impianto o l’esercizio di case da gioco nei quali si possano svolgere giochi d’azzardo.
Al riguardo , si è inteso investire della problematica di cui trattai il Ministero degli affari esteri, che ha trasmesso i relativi elementi istruttori , di seguito riportati.
Il predetto Dicastero ha preliminarmente fatto presente che un casinò a San Marino era già esistito negli anni ’50. La sua sede era presso il Kursaal, dove attualmente è stata installata la San Marino RTV. Il casinò fu chiuso poco tempo dopo anche su pressione del Governo italiano. Quegli anni furono caratterizzati dall’adozione, da parte del Governo, di misure di soggiorno obbligato che videro, per emarginare il fenomeno della criminalità organizzata, insediamenti di malavitosi nelle città di Rimini e Cattolica, con la speranza che, sradicati dai luoghi di origine, questi individui non potessero più delinquere. Ma l’esistenza di un casinò , in una zona contigua, poteva far da ulteriore collante per il riciclaggio. Il 29 aprile 1953 viene stipulato un Accordo aggiuntivo alla Convenzione di Amicizia e Buon vicinato fra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino del 31 marzo 1939 , firmato dai plenipotenziari italiano sammarinese De Gasperi e Giacomini. L’art.47 dell’Accordo. Al punto 4, prevedeva l’impegno sammarinese “a non permettere nel proprio territorio l’impianto o l’esercizio di case da gioco o di altri centri del genere, comunque denominanti, nei quali si svolgano giochi d’azzardo”. A compensazione, in corrispondenza delle rinunce fatte dal Governo della Repubblica di San Marino, tra cui il punto 4 del sopra citato articolo 47, il Governo sammarinese ha ricevuto dal Governo della Repubblica Italiana la somma di 90 milioni di Lire annue, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 1946 e il 30 giugno 1952, e 150 milioni di Lire annue dal 1° luglio 1952 in poi, in esenzione di qualsiasi imposta o tassa, ivi comprese quelle di bollo e di quietanza.
Con la legge 25 luglio 2000, n.67 sono stati introdotti e disciplinati i giochi a San Marino.
Da Palazzo Pubblico ricordano che “ la situazione che si è sviluppata da allora ha portato all’approvazione nel dicembre 2006 della legge che ha istituito l’ente di Stato di Giochi, ridando allo Stato la gestione e il controllo dell’attività dei giochi, fino a quel momento nelle mani dei privati”. Poiché ”i giochi della sorte attualmente ammessi sono invariati rispetto al allora”, si legge in una nota del 30 ottobre u.s., “il Governo non ha messo in atto alcuna azione per allargare le maglie dei controlli e delle tipologie di gioco ammesse”. A riprova di quanto affermato, secondo cui a San Marino non si praticherebbe il gioco d’azzardo, citano il parere del Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Antonio Baldassarre, che il 1 gennaio 2006, ribadì che i giochi del bingo e bingo multi Keno non possono essere considerati giochi d’azzardo ma sono giochi della sorte e dell’abilità. La relazione di Baldassarre precisava inoltre che l’enorme e i regolamenti sui giochi non presentavano violazioni degli accordi stipulati tra la Repubblicani San Marino e l’Italia.
Va anche segnalato che il Governo italiano, allo stato, non ha al suo esame alcuna iniziativa volta a consentire l’apertura di nuovi casinò sul territorio nazionale.
Per quanto riguarda il territorio di San Marino vale quanto stabilito con il sopraccitato Accordo aggiuntivo alla Convenzione di Amicizia e Buon Vicinato fra la Repubblica italiana e la Repubblica di San Marino, stipulato il 29 aprile 1953.
Jamma – www.jamma.it