Il presidente Terenzi ha aperto l’assemblea ordinaria dell’Anis

Una relazione che non risparmia attacchi al governo e la politica che denota mancanza del senso dello stato.

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Pier Giovanni Terenzi inizia usando il fioretto quando parla delle iniziative degli imprenditori senza il sostegno delle istituzioni, parla poi degli obiettivi urgenti e a lungo termine.
In un quadro economico che indica per il 2008 una crescita contenuta.
Poi passa al randello contro una classe politica che in 10 anni ha portato solo instabilità, navigando – dice – a vista.
Dell’ultimo governo salva la sola legge elettorale, fa un appello dunque perché si vada a elezioni.
Gli industriali offrono anche spunti per il rilancio economico: come una maggiore sburocratizzazione.
Riconoscimento alla Camera di Commercio, che - per inciso - ha dei meriti nella gestione e rinascita della Giochi del Titano.
Poi arrivano le note dolenti: un rapporto con l’Italia deteriorato e che per gli industriali non è accettabile.
“Altro che crisi politica – dice il presidente Anis – oggi si gioca per San Marino la partita più imporntante: quella che rischia di modificare la nostra struttura economica”.
Con l’Europa chiede un miglioramento dell’attuale accordo di unione doganale. Ma soprattutto la riduzione della spesa corrente.
“Mantenere in piedi amministrazioni sovradimensionate, spesso improduttive è una scelta miope e antistorica”, riferito al settore pubblico.
Poi l’attacco alla 131, legge di riforma del mercato del lavoro che di fatto ha imbrigliato e ostacolato le imprese.
Un attacco lanciato anche ai tre referendum in materia di lavoro che li vede in simbiosi con il sindacato.
Alla parte sociale lancia solo un richiamo, di ripresa del dialogo con un tavolo tripartito sulle relazioni industriali.
Così come non lesina critiche alla gestione dell’Istituto Sicurezza Sociale, nel quale nessuna delega effettiva è stata attribuita in ambito gestionale al Direttore Generale. Terenzi chiede in conclusione il rilancio del processo di riforma previdenziale con l’introduzione del secondo pilastro, vera priorità, e conclude non è più "tempo di rinvii, è ora che la politica ci ascolti e al tempo stesso si rinnovi".
Relazione cui ha risposto punto su punto il segretario all’industria Tito Masi, che giudica ingenerosa l’analisi sul governo uscente.
Ricorda quanto fatto dall’Esecutivo ma su alcuni punti è d’accordo: vanno stanate le imprese fittizie, cita oltre 3 mila aziende con zero dipendenti e fatturati abnormi, e le difficoltà con l’Italia, con gli ingiustificati attacchi della guardia di finanza.
San Marino RTV