Finanziaria italiana 2008: franchigia saltata per i frontalieri

Duro colpo per i 6000 lavoratori italiani


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“ La Legge Finanziaria italiana per l’anno 2008 non prevede nessuna franchigia per i redditi dei frontalieri, si profila un colpo durissimo per circa 6 mila lavoratori italiani occupati in Repubblica e per l’intera economia sammarinese”.
E’ netta la presa di posizione del direttivo della Centrale Sindacale Unitaria riunito nella giornata di lunedì 15 ottobre.
“Da un’attenta verifica - spiega la CSU - dell’articolato della Legge Finanziaria 2008 depositato al Senato non c’è traccia della quota esente di 8 mila euro sui redditi prodotti dai lavoratori frontalieri, così come non risulta alcuna proroga fino al 2009 contenuta nelle norme della Finanziaria approvata lo scorso anno. E’ evidente che l’azzeramento della franchigia perpetua e aggrava l’iniquo trattamento fiscale di migliaia di lavoratori romagnoli e marchigiani che hanno la sola colpa di lavorare a San Marino”.

La CSU sottolinea infatti che il bonus di 8 mila euro introdotto nel 2003 non rappresentava un’adeguata risposta al problema della doppia fiscalità dei redditi frontalieri: “Redditi già sottoposti alle decurtazioni del sistema fiscale sammarinese e a continue tassazioni aggiuntive da parte dell’Agenzia delle Entrate, prima fra tutte la tassazione del Tfr come una normale mensilità.
Tant’è che lo scorso mese di settembre abbiamo riattivato insieme alle confederazioni sindacali italiane il Consiglio Sindacale Interregionale di San Marino, Emilia Romagna e Marche con l’obiettivo dichiarato di aumentare gli 8 mila euro di franchigia e nello stesso tempo rilanciare la definizione di un provvedimento legislativo che elimini definitivamente la transitorietà delle normative sulla fiscalità dei redditi frontalieri contenute nelle varie leggi finanziarie”.
“A questo punto - afferma la Centrale Sindacale Unitaria - è innanzitutto sul terreno sindacale, in accordo con CGIL-CISL-UIL, che rilanceremo una immediata iniziativa per chiedere l’introduzione nella Legge Finanziaria 2008 di una adeguata quota esente per i redditi da lavoro frontalieri”.
A questo proposito le confederazioni sindacali italiane hanno avanzato nei mesi scorsi una formale richiesta di incontro al vice ministro dell’Economia e Finanze, Vincenzo Visco. “Un incontro - si legge nella missiva firmata da Marigia Maulucci (Cgil), Pier Paolo Baretta (Cisl) e Domenico Prioietti (Uil) - per discutere il trattamento fiscale dei lavoratori italiani per i quali non sono in vigore convenzioni internazionali, in particolare per coloro che si recano a prestare la loro attività lavorativa nella Repubblica di San Marino”. La lettera termina sottolineando la necessità di “definire una volta per tutte un’apposta legge” che regoli il trattamento fiscale dei lavoratori italiani occupati a San Marino. Materia oggi affrontata, anno per anno, dalle leggi finanziarie e ciò non dà ai contribuenti uno stabile quadro di certezze”.

La CSU si è intanto già mossa sul fronte interno, segnalando la scorsa settimana il problema-franchigia al Congresso di Stato . “E’ evidente che l’azzeramento della quota di 8 mila euro rappresenta un colpo durissimo anche per l’interno sistema economico sammarinese. Sistema del resto già messo a dura prova dal nodo irrisolto della esterovestizione e da una offensiva delle Fiamme Gialle che rischia di mandare in crisi storiche aziende industriali del Titano. Per questo incalzeremo il Congresso di Stato affinché al tavolo della trattativa bilaterale, insieme all’operatività di tante imprese sammarinesi, difenda con forza anche la nostra realtà occupazionale, facendo cioè valere i contenuti della convenzione internazionale siglata tra i due Stati nel 2002, convenzione che prevede un trattamento fiscale assai meno iniquo e penalizzante per i 6 mila frontalieri occupati in Repubblica e quindi la definitiva uscita della doppia tassazione dagli annuali balletti della finanziaria”.