Piano di intervento sociale e per le riforme

Il Direttivo CSU lancia una intensa fase di mobilitazione

Image   In un clima di coesione e unità interna, il Direttivo CSU - riunitosi per l’intera giornata di oggi - lancia un intenso programma di informazione e mobilitazione che prevede, in questa fase, un ciclo di sette assemblee zonali con tutti i lavoratori e i pensionati dal 22 ottobre al 7 novembre, e la convocazione nei giorni successivi dell’Assemblea Generale dei delegati della CSU.
  Questa intensificazione della mobilitazione si è resa necessaria per dare pieno sostegno al documento di sintesi unitaria “Piano di intervento sociale e per le riforme”, e per respingere con determinazione gli attacchi portati da più parti al sindacato, tesi a ridurne il ruolo e la funzione sociale a tutela dei lavoratori e dei pensionati. Una mobilitazione che dovrà proseguire e prevedere, se necessario, anche forme di lotta più incisive.
  Il Direttivo ha posto al centro del dibattito i dodici punti del “Piano di intervento sociale” - ad iniziare dai temi della sanità, della previdenza, dei servizi sociali - sui quali le risposte del Governo sono state insufficienti. E il banco di prova delle volontà del Governo di recepire le richieste sindacali, sarà il Bilancio dello Stato 2008. In tal senso il Direttivo unitario chiede in primo luogo che il testo del progetto di legge di bilancio sia inviato al più presto al sindacato, e non nella ultima fase dei lavori consiliari, per consentire alla CSU di avanzare in tempi utili le sue proposte e richieste, in termini sia di provvedimenti urgenti, come ad esempio l’adeguamento degli assegni familiari, che di programmi di medio termine.
  Il Direttivo si è quindi soffermato sulla gravità degli attacchi portati da varie direzioni e trasversalmente al sindacato; in primo luogo, con la negazione del metodo della concertazione da parte del Governo, che nei tavoli di confronto aperti non ha messo il Sindacato nelle condizioni di partecipare alle decisioni, come nel caso emblematico delle tariffe dei servizi pubblici.
  Circa il progetto di legge sulla rotazione degli incarichi, il Direttivo rileva come questa iniziativa rappresenti una ingerenza impropria della politica sul libero esercizio dei diritti associativi degli aderenti alle organizzazioni sindacali. Ciò, anche in palese violazione di una apposita Convenzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, sottoscritta e ratificata anche da San Marino, volta a tutelare proprio la libertà delle organizzazioni sindacali dalle  eventuali ingerenze del potere politico.
  Anche gli stessi referendum in tema di lavoro e scala mobile, come ha ribadito il Direttivo CSU, non sono altro che attacchi che tentano di ridurre il ruolo sociale e contrattuale del sindacato. Pertanto, la CSU ha ribadito la sua netta contrarietà all’abrogazione degli articoli 17 e 18 della legge sul lavoro, in quanto si andrebbe a vanificare la regolamentazione del lavoro interinale e dei contratti di collaborazione, conquistata con le dure lotte dei lavoratori dell’industria nella vertenza contrattuale del 2005. Regolamentazione che in due anni ha ridotto da 450 a 120 il numero dei lavoratori assunti con contratto interinale.
  La reintroduzione della “scala mobile”, ridurrebbe fortemente il ruolo della contrattazione e lo stesso modello contrattuale costruito dal sindacato, basato sulla partecipazione dei lavoratori. I dati dimostrano che negli ultimi 15 anni, cioè da quando è stata superata la scala mobile, gli aumenti retributivi hanno superato abbondantemente i livelli inflativi!
  Da parte del Direttivo unitario è stato quindi stigmatizzato il comportamento del Governo nella vicenda della Banca del Titano. Per la CSU è inaccettabile che il  grave debito accumulato da un’azienda privata debba essere ripianato con le risorse di tutti i cittadini, senza che si intraveda nessun beneficio per la collettività! Tutto ciò, mentre il Governo continua a non dire nulla sulla necessità di istituire anche a San Marino i necessari sistemi di garanzia per tutelare i cittadini, al fine di evitare il ripetersi di altri casi analoghi a quello della Banca del Titano. Pertanto, la CSU chiede di non procedere nella direzione annunciata.
  Il Direttivo non ha mancato di esprimere preoccupazione per le notizie riguardanti alcune importanti aziende sammarinesi, le quali occupano centinaia di lavoratori sia residenti che frontalieri, finite nel mirino della guardia di finanza italiana. In tal senso, la CSU sollecita il Governo ad agire tempestivamente nell’ambito del confronto con l’Italia, arrivando alla sottoscrizione della convenzione sulle doppie imposizioni, per evitare che tali vicende finiscano per produrre gravi conseguenze sull’occupazione e in generale sull’intero sistema economico-produttivo.
  15 ottobre 2007                                                                           
   Il Direttivo CSU