Occupazione a San Marino

12° rapporto sull’occupazione della CDLS Settore privato l’aumento complessivo è stato del 4,6%



Image Quest’anno il tradizionale rapporto sull’occupazione curato dall’Ufficio Studi della CDLS esce in coincidenza con il dibattito consiliare dedicato al mercato del lavoro, così come previsto dalla recente legge di riforma.
Numeri in forte crescita

La fotografia statistica che ci consegna il rapporto dell’Ufficio Studi CDLS è caratterizzata da saldi occupazionali tutti positivi.
Il 2006 si è infatti caratterizzato per una crescita occupazionale paragonabile alle performance degli anni ’90, periodo in cui San Marino ha toccato i livelli più alti di sviluppo economico. Nel settore privato l’aumento complessivo è stato del 4,6% (650 lavoratori in più).
Gli occupati interni (sammarinesi e residenti) aumentano di 361 unità, cioè il 56% del saldo occupazionale. Se si considerano poi i pensionamenti, i sammarinesi e residenti entrati nel mondo del lavoro superano quota 500. Per quanto riguarda invece i lavoratori frontalieri, si registra una crescita del 3,7%, pari a 204 unità.
Sul versante del tempo determinato si registra una diminuzione che conferma una inversione di tendenza in atto già da due anni.
Il totale dei lavoratori a tempo determinato è di 6.128 ed in termini percentuali vale il 41.7% dei lavoratori nel settore privato. I frontalieri, a seguito dell’applicazione dell’accordo fra le organizzazioni sindacali e l’Associazione de-gli Industriali, segnano una prima diminuzione pari a 180 unità, alla quale ne seguirà una più rilevante nel corso del 2007, quando l’accordo avrà avuto piena applicazione. I sammarinesi e residenti con contratti a termine segnano un aumento di 78 unità, che se-gue la diminuzione del 2005.
Il rapporto CDLS precisa comunque che l’andamento dei la-voratori interni a tempo indeterminato è stato sempre caratterizzato da un andamento ci-clico, ad una diminuzione segue un aumento, e quindi esclude che la legge abbia avuto ef-fetti su questo fenomeno.
Primo bilancio sulla riforma del lavoro
Cifre confortanti, che tra l’altro rivestono una particolare importanza perché arrivano dopo 18 mesi dall’entrata in vigore della legge sul lavoro.
“Un provvedimento legislativo – sottolinea il vice segretario CDLS, Luca Monta-nari – che ha portato sostanziali novità nel nostro mercato del lavoro introducendo nuove forme contrattuali e regolamentandone altre. Mi riferisco in primo luogo all’istituto del tem-po determinato, che la nuova legge ha ampliato e reso più flessibile rispetto al passato, senza però provocare particolari mutamenti, dal momento che i numeri sono tutto somma-to coerenti con quelli degli anni passati. Al contrario, c’è stato un brusco ridimensiona-mento del lavoro interinale che, a causa della nuova regolamentazione particolarmente rigida, vede dimezzare la quantità media di lavoratori assunti con tale modalità”.
Quanto al delicato capitolo dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, il vice segre-tario CDLS afferma che da una “prima verifica i soggetti interessati a questa tipologia contrattuale sono poco più di un centinaio, una quantità tutto sommato modesta e che fa rientrare le preoccupazioni su una loro diffusione incontrollata”. Su questo fronte tuttavia “l’attività ispettiva deve fare molta attenzione al fine di evitare che questi contratti, che per loro natura sono caratterizzati da consulenze professionali, si configurino come lavoro su-bordinato”. E a proposito di attività ispettiva, il vice segretario CDLS evidenzia il “fenomeno preoccupante del lavoro nero”: “Su questo fronte serve un impegno maggiore per fare e-mergere tutte le irregolarità e gli abusi che si annidano in tutte le attività del settore priva-to”.

Il nodo della qualità
Per Luca Montanari il punto centrale del dibattito sul mercato del lavoro è quello sulla qualità occupazionale: “A fronte di tassi di disoccupazione fisiologici e a una decisa ripresa delle dinamiche occupazionali dopo alcuni anni di stagnazione eco-nomica, il dibattito sull’occupazione dove spostarsi più sulla qualità, portando l’attenzione allo sviluppo professionale dei giovani, oltre che alla ricerca di nuovi posti di lavoro. A tal proposito l’ufficio del lavoro, anche alla luce della nuova dotazione organica che ha portato rinforzi all’attività ispettiva e introdotto nuovi servizi, potrebbe for-nire nuove indicazioni per sostenere una strategia volta ad affermare un’occupazione di qualità. Si renderebbe ad esempio utile un monitoraggio delle carriere professionali dei giovani entrati nel mondo del lavoro negli ultimi 10 anni, un’attività di orientamento che vada insomma oltre i processi burocratici previsti per legge. Ma la vera sfida è legata alla formazione dei giovani che si affacciano sul mondo del lavoro e qui la legge, attraver-so i contratti a contenuto formativo, sta dando solo risposte parziali e su numeri molto pic-coli. La proposta della Confederazione Democratica è allora quella di prevedere l’obbligo formativo per tutte le nuove imprese che arrivano a San Marino togliendo loro l’anacronistico obbligo di assumere una determinata quantità di dipendenti, obbligo che peraltro è largamente disatteso”.
“Spostare insomma la discussione dalla quantità alla qualità dell’occupazione - conclude il vice segretario CDLS -, uscendo anche da una logica referendaria che non tiene conto della realtà dei numeri, è un passo decisivo per offrire ai nostri giovani diffuse opportunità ad alto contenuto professionale”.